JU-JITSU

柔術

STORIA DEL JU-JITSU


II Ju Jitsu conobbe il suo periodo di maggiore diffusione nel Giappone feudale, durante l'epoca della dinastia Tokugawa, nel XVII secolo. Esso veniva praticato dai militari professionisti, i Samurai, e in forma forse più rozza, anche dai contadini e dalle classi più povere, a scopo di difesa. Non bisogna dimenticare che in quei tempi il Giappone era percorso da bande di ladroni senza scrupoli che compivano saccheggi e razzie in tutto il paese. Si narra che il Maestro ISO, uno dei più grandi maestri di Ju Jitsu della storia, si trovasse a passare, assieme ad un allievo, vicino ad una povera casa di contadini proprio mentre una di queste bande stava compiendo un saccheggio, minacciando con le armi i contadini impauriti.
Il maestro ed il suo allievo, completamente disarmati, affrontarono il folto gruppo di ladroni ai quali impartirono una severissima lezione che li indusse alla fuga, tra lo stupore e la gioia delle scampate vittime. Al di là degli aneddoti va comunque detto che il Ju Jitsu veniva praticato in Giappone già da molti secoli prima del 1600, ma sotto altri nomi, quali Kogusoku, Yawara, Tode, Kumiuchi, ed altri. Durante il XVI e XVII secolo, grazie anche ai frequenti scambi commerciali e culturali tra il Giappone e la Cina, il Ju Jitsu subisce le influenze dei sistemi di combattimento cinesi, conosciuti come Chan Fa (più tardi come Kempo e Kung FU) che si integreranno col tempo nella matrice nipponica fino a formare un tutt'uno: da questa fusione prese forma il Ju Jitsu come lo conosciamo oggi. In seguito, si formarono moltissimi centri di insegnamento, ognuno dei quali custodiva gelosamente i suoi segreti. Ognuna di queste scuole, dette "RYU" seguiva una sua impostazione stilistica precisa: fu così che nacquero i diversi stili di Ju Jitsu. Alcuni di questi stili si sono persi col tempo, altri sono giunti fino a noi. Tra i più famosi citiamo lo YOSHIN RYU, il DAITO RYU, il KITO RYU, il TAKENOUCHI RYU, e tantissimi altri. Da alcuni di questi stili vennero in seguito creati, con numerose modifiche, il Judo e l'Aikido.
Nel 1877 venne emanato un editto che sanciva il divieto di portare la spada, sia lunga (Katana) che corta (Wakizashi). Si fece quindi più forte l'esigenza di potersi difendere efficacemente anche a mani nude. Tutto ciò contribuì allo sviluppo ed alla diffusione del Ju Jitsu, portandolo fino ai giorni nostri.

Jujitsu sacrifice throw by Lance Cpl. Athanasios L. Genos - www.usmc.mil. Licensed under Public Domain via Wikimedia Com
Tecniche di sacrificio (捨身技 sutemi-waza)
 
Takeda Sokaku by Unknown - Aikido FAQ. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.or
Sōkaku Takeda (武田 惣角 Takeda Sōkaku)
 
By Llyn Hunter (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
Jigoro Kano (嘉納 治五郎 Kanō Jigorō)
 
Jujitsu groundwork armbar by Chadwick at Danish Wikipedia - Transferred from da.wikipedia to Commons.. Licensed under Pu
Gianni Bagnoli, VI Dan Ju-jitsu
 
By Manfred Werner / Tsui (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Common
Stefania Mercoli e Francine Jolli
Campionati svizzeri
Bundesarchiv, Bild 102-13011 / CC-BY-SA 3.0 [CC BY-SA 3.0 de (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en)]
Giappone 1932
 

LA FILOSOFIA ALLA BASE DEL JU-JITSU


Il ju-jitsu non è sol sinonimo di autodifesa. È un'arte marziale nel senso del Budo. I punti di riferimento sono le due massime fondamentali formulate da Jigoro Kano, il fondatore del Judo:

" Jita Kyoei " ( vivere in armonia per il bene di tutti )

" Seiryoku Zenyo " ( il miglior utilizzo dell'energia )

Si tratta di utilizzare in maniera ottimale le correnti d'energia nello studio dell'attacco e della difesa e di farne così un autentico oggetto d'esercizio. Il successo dipende naturalmente dalla maniera in cui si arriva a percepire le energie efficaci e utilizzabili.

Imparare a conoscere i pericoli velocemente, trovare delle vie d'uscita adatte alla situazione, sviluppare le proprie capacità in funzione alle possibilità.


LE TECNICHE


Letteralmente la parola Ju-jitsu vuol dire:

Ju.           Metodo, arte o tecnica

Jitsu.      Flessibile, cedevole, morbido

L'origine del Ju-jitsu è il combattimento. Si tratta essenzialmente dello studio dell'attacco, della difesa e dell' assistenza a persone in pericolo.

Nell' allenamento del Ju-jitsu, il tema dl combattimento è trattato sotto i seguenti quattro aspetti:

AUTODIFESA

È l' aspetto primario del Ju-jitsu. Scopo dell' allenamento del Ju-jitsu è permettere di aumentare le probabilità di dominare una situazione difficile.

GIOCO

L' allenamento, di sicuro, si fa con serietà, ma non è tuttavia una questione di un vero combattimento. Cerchiamo di recitare nel migliore dei modi il nostro ruolo di attaccante, di difensore e di aiutante.

Il Ju-jitsu è anche sinonimo d gioco nel senso che un campo di sperimentazioni illimitate si apre a noi, che ci permette di fare le nostre prove o di fallire.

SPORT

L' allenamento dl Ju-jitsu pone delle variate esigenze nell'ambito della " performance ":

- condizione fisica

- coordinazione

- cognizione ( facoltà intellettuali, come ad esempio la capacità di decisione )

- emozione ( qualità emotive, come ad esempio il self-control )

ARTE

L' aspetto artistico appare laddove l' allenamento si svolge, certo senza pietà, ma nella giovialità e questo fino all' ottenimento di una " performance " ineccepibile. Un sentimento allegro. Un sentimento estetico anche perchè presuppone una perfezione aldilà de limiti delle esigenze pratiche.

 


CORSI E ORARI


Principianti e iniziatidai 14 anniMartedì 19:45 - 21:15Vezia
Principianti e iniziatiGiovedì 19:00 - 20:30Vezia

Informazioni:
Francine Jolli
079 451 02 39

I MONITORI


Francine Jolli
2° DAN   Monitrice G+S
Stefania Mercoli
           2° DAN Monitrice G+S (non attiva)
Gianni Bagnoli
6° DAN   Maestro


PER INFORMAZIONI


Contatti:      Ju-Jitsu

 

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